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Alfredo Pochet Amore che Unisce

Amore che separa, Amore che unisce

Quando ho incontrato Gianmarco per la prima volta era un uomo carico di rabbia. Sua moglie, Laura, le aveva provate tutte per avvicinarsi a lui, o quanto meno per creare un ponte tra il proprio desiderio di condivisione e la cocciuta introversione del marito finché, esausta, non si era arresa al punto da andarsene di casa.

Gianmarco gestiva l’ufficio reclami di un negozio di elettrodomestici e quando tornava a casa, stanco morto, non desiderava altro che dimenticare la dura giornata di lavoro che si era lasciato alle spalle. Era fatto così, non che non gli andasse di parlare con Laura, desiderava solo chiudere a doppia mandata “le porte del lavoro” e, come soleva affermare, «tornare a vivere».

Il problema è che per quanto cerchiamo di convincerci del contrario, col passare degli anni noi diventiamo il lavoro che facciamo. E come potrebbe essere il contrario? A ben rifletterci trascorriamo almeno un terzo della giornata a lavoro e, se siamo fortunati, un alto terzo cercando di riposare. Se eliminiamo i tempi impiegati negli spostamenti e nelle faccende d’obbligo per un uomo o una donna occidentale, non restano che poche briciole di tempo che riusciamo a dedicare a noi stessi, ai nostri cari, ai nostri amori.

Al contrario, Gianmarco era veramente convinto che la sua vita consistesse nelle tre ore “libere” tra la fine della giornata lavorativa e il piatto a tavola davanti alla TV, cui si potevano di buon diritto aggiungere week-end e ferie. Viveva nei fatti due esistenze separate, la versione “A” e la versione “B” di una vita spezzata inesorabilmente in due.

Nei momenti liberi dalle “prigioni” dei doveri contrattuali, guai a parlare di lavoro, diventava scontroso, irascibile. E se per qualche ragione lo stress aveva superato i limiti di umana tolleranza, piuttosto che condividerne il peso con la compagna se la sbrigava da solo, chiudendosi in un mutismo assordante per i sentimenti di Laura o, nella migliore delle ipotesi, facendo baldoria con qualche vecchio amico del quartiere, come ai tempi dell’oratorio.

Aveva quarantadue anni.

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Quando l’ho incontrato la prima volta era carico di rabbia. Pur di non perderla, aveva promesso a Laura che avrebbe messo in discussione il proprio modo d’essere e così, con molto scetticismo e infiniti pregiudizi, bussò alla porta del mio studio.

Il primo passo fu rassicurarlo che io ero dalla sua parte, o meglio, dalla parte del suo cuore che amava Laura e non voleva perderla, senza però per questo dover rinunciare ad essere ciò che era.

Il secondo passo del nostro magnifico percorso fu trovare una risposta sincera ed esauriente alla seguente domanda: «OK Gianmarco: ma tu, chi sei realmente

Tra un passo e l’altro aveva trovato il coraggio di confidarmi la sua frustrazione legata al non sentirsi compreso dalla donna che amava nel proprio “diritto all’oblio” – così lo chiamava – riguardo a ciò che viveva a lavoro.

Il semplice fatto di sentirsi ascoltato senza alcun giudizio lo aiutò a comprendere quanto lui e Laura, apparentemente distanti, fermi su posizioni inconciliabili, condividessero in realtà lo stesso stato d’animo. Sebbene avessero bisogni diversi, l’uno di proteggere la propria “oasi d’amore” da pensieri estranei, l’altra di condividere nell’amore anche i pensieri del proprio compagno, entrambi soffrivano nel sentirsi incompresi, non accolti, giudicati dal proprio partner e, in definitiva, soli.

Questa piccola, luminosa consapevolezza, tanto semplice quanto faticosissima da conquistare, frantumò la corazza che la rabbia e la diffidenza avevano costruito intorno al cuore di Gianmarco. Quest’onda d’amore e comprensione lo riavvicinò concretamente a Laura, colmandolo di fiducia nel Percorso di Crescita che stavamo portando avanti insieme.

Com’è andata a finire?

Seguitemi… Tra un post e l’altro scoprirete il finale… 😉

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Questo post dal titolo “Amore che separa, Amore che unisce” è stato scritto da Alfredo Pochet, Counselor Olistico ad Orientamento Bioenergetico.

Iscritto ai registri nazionali FAIP (Federazione Italiana Associazioni di Psicoterapia) conduce Percorsi di Crescita individuali, di gruppo, classi di Bioenergetica e workshop tematici per favorire il benessere nelle relazioni, con se stessi e con gli altri.

Nei suoi lavori integra metodologie moderne con tecniche maturate a seguito di un percorso di consapevolezza tradizionale.


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