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Comunicazione Empatica

Sette passi per una Comunicazione Empatica

La “Comunicazione Empatica” è una valida risorsa per comprendere e lasciarci comprendere dalle persone che amiamo, in grado di dirimere i conflitti ma anche di accrescere la qualità di ogni rapporto, poiché ne garantisce la fluidità, la trasparenza e la comprensione reciproca.

Nasce come strumento straordinariamente efficace per chi pone le relazioni al centro della propria attività professionale (insegnanti, infermieri, counselor, terapeuti, operatori olistici etc), giacché “Comunicare empaticamente” vuol dire porre in relazione con i nostri interlocutori tutte le componenti della nostra personalità: corpo, mente ed emozioni.

Sin dagli studi pubblicati da Albert Mehrabian negli anni ’70, è noto che il messaggio percepito nel corso di una comunicazione dipende solo al 7% dall’aspetto verbale, mentre sul restante 93% incidono oltre al tono, il volume e il ritmo della voce, soprattutto i movimenti del corpo (questi ultimi al 55%).

In altre parole l’efficacia di un messaggio deriva solo in minima parte dal significato letterale di ciò che viene detto, pertanto, se desideriamo comunicare efficacemente abbiamo due strade da percorrere: o addestriamo la nostra mente ad applicare convenientemente un certo tipo di tecniche (formule, gestualità, variazione del tono), oppure impariamo a conoscerci un po’ meglio per comprendere in che modo possiamo spontaneamente instaurare una comunicazione gratificante con le altre persone.

Dalle mie ricerche e, soprattutto, dalle esperienze che ho da principio attraversato in prima persona per poi riproporre nei miei Percorsi di Crescita, ho individuato quelli che possiamo considerare “i sette ingredienti fondamentali” per Comunicare Empaticamente:

  1. Riconoscere il Territorio della Comunicazione
  2. Empatia verso se stessi, prima che con gli altri
  3. Ascoltare i propri bisogni
  4. L’ Arte di disimparare
  5. Capacità di osservazione
  6. Sospendere il giudizio
  7. Tecnica

 


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1. Riconoscere il Territorio della Comunicazione.

Per comprendere correttamente il contenuto di una comunicazione occorre anzitutto saper distinguere il territorio in cui ci si sta muovendo. Ogni relazione si differenzia dalle altre per il contesto di appartenenza che, oltre ad accoglierla in uno spazio e in un tempo specifico, ne qualifica gli aspetti caratteristici. La stessa frase, lo stesso gesto, la medesima interazione tra due persone può assumere significati differenti a seconda del contesto. Inoltre, riuscire a tracciare i confini del proprio territorio interiore e, conseguentemente, a riconoscere le peculiarità di quello esterno, ci pone in condizione di modificarlo a vantaggio di una comunicazione più fluida ed agevole. TORNA SU ⇑

2. Empatia verso se stessi, prima che con gli altri.

Mentre alcune comunicazioni possono risultare fuorvianti, frustranti, inconcludenti quando almeno uno degli interlocutori tende a mascherare o dissimulare il proprio stato d’animo, riuscire ad accogliere le proprie emozioni può aiutare l’altro ad esprimere le sue.
Quando la persona che abbiamo di fronte si esprime con parole o agiti difficili da decifrare, spesso contraddittori, possiamo provare ad “accompagnarla per mano” verso una relazione dove possa sentirsi sicura e a proprio agio nel mostrarci parte del proprio mondo interiore. Ovviamente per riuscire a farlo, è necessario che noi per primi ci sentiamo sereni e in diritto di provare qualsiasi emozione. TORNA SU ⇑

3. Ascoltare i propri bisogni.

Analogamente a quanto scritto in precedenza, la difficoltà nel riconoscere e soddisfare un proprio bisogno può costituire un altro ostacolo per il buon esito di una comunicazione.  Spesso i conflitti o le incomprensioni sorgono proprio quando una persona fa molta fatica a mettere a fuoco il proprio reale bisogno, oppure quando non si sente in diritto di dichiararlo temendo un rifiuto dall’esterno. Anche in questo caso, se riusciamo a non mascherare i nostri reali bisogni possiamo aiutare gli altri a fare altrettanto, a vantaggio di una comunicazione limpida, trasparente. TORNA SU ⇑

4. L’arte di disimparare.

L’esperienza diretta e la letteratura di derivazione rogersiana, testimoniano che la qualità delle relazioni con gli altri è determinata dal grado di autenticità che si riserva alla relazione con se stessi.
Purtroppo, le vite che conduciamo spesso ci costringono a mascherare, persino alla nostra coscienza, chi siamo veramente, ignorando il fatto che quanto più siamo consapevoli della nostra vera natura, tanto più aumenta la possibilità d’incontro su un territorio di autentica condivisione con le altre persone.
Pertanto, contrariamente a quanto si è portati a considerare in base al senso comune, non occorre aggiungere nulla a ciò che si è per migliorare la qualità delle proprie relazioni: andrebbe piuttosto dissolto tutto ciò che ne impedisce un’autentica espressione. Con ciò non si vuole sminuire il valore oggettivo di alcune tecniche di comunicazione che, al contrario, vedremo meglio in seguito. TORNA SU ⇑

5. Capacità di Osservazione.

Come abbiamo già dimostrato in precedenza, ciò che viene recepito dai nostri interlocutori dipende solo in minima parte dalle parole che scegliamo. Pertanto, se impariamo anche solo ad osservare e in seconda istanza a comprendere il linguaggio non verbale del nostro corpo, saremo poi in grado non solo di comunicare con maggior coerenza tra “sentito->pensato->detto->agito”, ma anche di riuscire a decodificare il linguaggio non verbale espresso dai nostri interlocutori. TORNA SU ⇑

6. Sospendere il giudizio.

Alla base di alcune discussioni animate da un profondo disaccordo apparentemente inconciliabile, spesso vi è l’ostinazione da parte degli interlocutori a voler difendere il proprio punto di vista. Se al contrario riuscissimo semplicemente a sospendere il giudizio, sforzandoci nel frattempo a sperimentare approcci, metodi e prospettive differenti per definire il medesimo oggetto, riusciremmo a trasformare un conflitto in una preziosa occasione di crescita reciproca, vero fine ultimo della Comunicazione Empatica. TORNA SU ⇑

7. Tecnica.

Una volta maturati gli strumenti interni precedentemente descritti, siamo pronti per apprendere qualsiasi tecnica di comunicazione, verbale e non, che, coniugata con le consapevolezze sull’empatia fin qui affiorate, assumerà una valenza umanistica ed esistenziale che va ben oltre il riproporre aridi schemi comunicativi.
Personalmente prediligo le tecniche elaborate da Carl R. Rogers, tuttavia sono sempre aperto a nuove possibilità ed invito le persone a fare altrettanto, a patto che abbiamo maturato completamente gli elementi “empatici” di cui sopra.
Poiché, concludendo, non si tratta di un “addestramento formale” sul “cosa dire e come dirlo in risposta ad eventi prevedibili”, ma di una vera e propria trasformazione sostanziale del proprio modo di entrare in relazione con se stessi e con gli altri. TORNA SU ⇑

NOTA DELL’AUTORE.

In quest’ultimo periodo sono stato particolarmente impegnato nello sviluppare progetti destinati ad enti e istituzioni, pubbliche e private (soprattutto scuole) il cui obiettivo è di migliorare la comunicazione non solo tra il personale, ma anche “con” e “tra” gli utenti.

Ho deciso quindi di condividere su questo blog una parte dei contenuti relativi ai percorsi formativi che ho presentato, poiché credo e fortemente sento che quella che definisco “Comunicazione Empatica” possa essere una risorsa utile per tutte le persone che vogliono migliorare la qualità delle proprie relazioni e, quindi, della propria vita.

Cara lettrice, caro lettore, spero di averti fatto cosa gradita.


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Questo post dal titolo “Il Senso Nascosto della Pasqua” è stato scritto da Alfredo Pochet, Counselor Olistico ad Orientamento Bioenergetico.

Iscritto ai registri nazionali FAIP (Federazione Italiana Associazioni di Psicoterapia) conduce Percorsi di Crescita individuali, di gruppo, classi di Bioenergetica e workshop tematici per favorire il benessere nelle relazioni, con se stessi e con gli altri.

Nei suoi lavori integra metodologie moderne con tecniche maturate a seguito di un percorso di consapevolezza tradizionale.


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Alfredo Pochet - Percorsi di Crescita e Consapevolezza di Sé.