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Treno Perso

Quelle Occasioni Perse… per Ritrovarsi.

Vi racconterò tre storielle che narrano di persone che credevano di aver perso delle occasioni importanti, uniche, irripetibili per la propria vita. Vi parlerò di vicende in cui forse troverete qualcosa che rassomiglia alle vostre “occasioni perdute”, augurando anche a voi di riuscire a trasformarle, come hanno fatto Michele, Francesca e Filippo, in opportunità per ritrovar se stessi.

Michele viaggiava in treno diretto, come ogni giorno, a lavoro. Tre fermate prima della sua destinazione la vide salire: snella, capelli rosso fuoco, occhi verdi su di un volto felino. Una bellezza sfrontata.

Provò a guardarla senza farsi notare ma, miseramente, fallì nel suo intento. La ragazza era molto sveglia e le bastarono pochi secondi per captare lo sguardo di Michele su di sé. Allora lo guardò dritto negli occhi, come a dire: «Eccomi, ora tocca a te fare il primo passo».

In un attimo il giovane pendolare si sentì disarmato, indifeso, pericolosamente vulnerabile nel corpo e nell’anima. Qualcuno dentro di sé decise che doveva distogliere immediatamente lo sguardo da quelle labbra che avrebbe tanto desiderato mordicchiare, e così fece. Era una questione di equilibrio: punto.

Francesca credeva di possedere un talento, ma si sbagliava. Come tutte le persone a questo mondo non ne possedeva “solo” uno, ma tanti.

Da ragazzina aveva frequentato una scuola di tennis diventando in poco tempo la migliore del suo gruppo. Fu un periodo indimenticabile per lei finché, dopo circa un anno, nello stato d’animo di Francesca non subentrò qualcosa di indecifrabile, un umore sgradevole che rapidamente le divorò fino all’ultima briciola di motivazione ad andare avanti in quello sport.

Lei pensò che forse non era quello il suo talento e prese a cercarlo altrove.  Per un certo periodo di tempo credette di averlo trovato tra le corde di un violino, poi in sella ad un cavallo, quindi nella recitazione, infine nell’organizzare eventi di volontariato. Ciò nonostante, ripeteva, ogni volta, lo stesso copione:

  • Entusiasmo,
  • Dedizione,
  • Successo,
  • Demotivazione,
  • Abbandono

Dopo dieci anni di diligente servizio Filippo venne licenziato in tronco dai suoi datori di lavoro. In realtà per Filippo si trattò di un’autentica liberazione poiché si era stufato di tutta quella diligenza e desiderava dedicarsi anima e corpo a progetti più avventurosi.

Ciononostante, quando gli fu comunicata la notizia dai suoi superiori, freddi, ipocriti e manipolatori, sentì come un pugno improvviso allo stomaco, talmente forte da bloccargli il respiro per il resto della giornata. Avrebbe voluto reagire o quanto meno difendersi da quell’attacco spietato e invece una voce dentro gli ripeteva:

«Non ti muovere, meglio non mostrar loro la tua ira, faresti la figura di quello ferito e poi, alla fine, non servirà a niente».

Fu così che Filippo ingoiò non un rospo, ma un “rospone” di trentachili.


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Dopo circa due anni dal licenziamento, sebbene avesse messo in piedi una start-up di successo, mi chiese di dargli una mano perché sentiva che c’era qualcosa che lo rendeva non infelice ma insoddisfatto.

Impiegammo diverso tempo nel cercare di capire quale fosse, su un piano di realtà, la scaturigine di questo inappagamento, considerando che i suoi affari andavano a gonfie vele ed era appena diventato papà di due gemelli.

Ascoltando attentamente il racconto della famigerata comunicazione di licenziamento, intuii che si trattava di una di quelle che amo definire “Occasioni Perse per Ritrovarsi”, le medesime capitate a Michele con la ragazza del treno e a Francesca con i suoi talenti inespressi.

L’amaro, la delusione o il rigurgito che alcune vicende non colte al volo ci lasciano dentro, possono trasformarsi in una specie di “siero della verità” per accrescere la consapevolezza di ciò che siamo realmente e riacquisire il potere di realizzare ciò che vogliamo.

Le Occasioni Perse per Ritrovarsi si distinguono da tutte le altre vicende della nostra esistenza per il loro effetto sliding-doors, come nella storia di Michele; oppure per la loro ricorsività, così come è previsto dal “copione” di Francesca; in altri casi per l’impatto emozionale talmente violento da inquinare la capacità di goderci i momenti belli della nostra esistenza, esattamente come accadeva a Filippo.

In tutti i casi, le Occasioni Perse per Ritrovarsi sono accomunate dal fatto che, a differenza di tante altre, non riusciamo proprio a dimenticarle, né a trovare una giustificazione plausibile a ciò che poteva essere e non è stato, lasciandole così sospese nella nostra coscienza in attesa di una nuova opportunità di riscatto.

Ma la vera opportunità non arriverà dall’esterno, anzi, non arriverà per niente poiché è già qui, dentro di noi.

Rievocando le fattezze di quel rospo Filippo ha potuto sputarlo fuori, finalmente. E si è trattato dell’ultimo rospo ingoiato della sua vita.

Riassaporando quell’umore sgradevole Francesca è riuscita a decifrarlo, una volta per tutte. Data l’età non può giocare più a tennis né cavalcare ma ha ripreso a suonare e forse si cimenterà nello scrivere un romanzo.

Riascoltando quella voce interiore Michele l’ha riconosciuta, ha compreso che non era la sua. Oggi ha sempre paura di fare il primo passo, ma è proprio quello che dichiara alle ragazze per rompere il ghiaccio. Cari maschietti prendete nota: funziona.

Grazie al grande amore per se stessi e alla loro appassionante forza di volontà, ho potuto aiutare tutti e tre a spezzare un vecchio equilibrio interiore oramai stagnante e a ricrearne un altro dove non esistono più una o due voci giudicanti ma cori di voci che incoraggiano ad osare, perseverare, difendersi, reagire: ora.


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Questo post dal titolo “Quelle Occasioni perse… per Ritrovarsi” è stato scritto da Alfredo Pochet, Counselor Olistico ad Orientamento Bioenergetico.

Iscritto ai registri nazionali FAIP (Federazione Italiana Associazioni di Psicoterapia) conduce Percorsi di Crescita individuali, di gruppo, classi di Bioenergetica e workshop tematici per favorire il benessere nelle relazioni, con se stessi e con gli altri.

Nei suoi lavori integra metodologie moderne con tecniche maturate a seguito di un percorso di consapevolezza tradizionale.


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Alfredo Pochet - Percorsi di Crescita e Consapevolezza di Sé.