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Insights

Stare Bene Con Sé

Stare bene con se stessi

«Stare bene con se stessi» è una di quelle rare affermazioni che, per quanto possa apparire banale, può invece condurci ad arricchire la qualità della nostra vita.
Si tratta cioè di un’indicazione preziosa per comprendere sia quali aspetti della nostra esistenza richiedono di essere osservati e migliorati, sia qual è la modalità ottimale per realizzare il nostro intendimento.

Eppure, a ben rifletterci, si tratta di un’espressione quasi contraddittoria se non chiariamo il senso reale che è in grado di trasmetterci.

Osserviamo, ad esempio, che nel momento in cui affermiamo «Io sto bene con me stesso» è come se in noi riconoscessimo due persone, ossia un “io” che afferma di “stare bene” e il “me stesso” che ci dà piacere.
Del resto, dal punto di vista logico, le frasi «Io sto bene con te» ed «Io sto bene con me stesso» hanno esattamente lo stesso valore.
Si tratta allora di una frase senza senso dato che noi siamo “uno” e non “due”?
Assolutamente no.

Aldilà della logica esiste un dato reale che ci spiega l’equivoco: la nostra coscienza, che è una, in determinate circostanze, è in grado di osservare tutto ciò che siamo (pensieri, emozioni, comportamenti, relazioni) trarne un bilancio e decidere sul da farsi.
In altre parole siamo in grado di prenderci cura di noi stessi e questo aspetto, per quanto facile da comprendere, per quanto ovvio da condividere, è il mezzo più efficace e allo stesso tempo più ignorato da tutti per migliorare il livello di benessere della nostra esistenza.

Se ad esempio la nostra mente è pervasa da un pensiero che ci dà molta preoccupazione, sappiamo che possediamo gli strumenti per allontanarci temporaneamente da quel flusso di idee, analizzarlo ed attuare una soluzione: ma quanti di noi trovano il tempo necessario, lo spazio adatto e la motivazione necessaria per farlo?

Analogamente, quando ci sentiamo sopraffatti da una forte emozione che, a causa della la sua intensità oppure in virtù dell’eccessiva persistenza, ci impedisce di stare bene, è connaturata in noi la facoltà di riconoscere ciò che ci sta accadendo e agire nel modo più opportuno per ritrovare l’equilibrio perso.

Eppure, molte volte, scegliamo di non esprimere quello stato d’animo, preferendo ricorrere a distrazioni o palliativi che semplicemente ci impediscano di contattare quell’emozione.
Che tende poi a ritornare…

Non sto parlando necessariamente di gravi problemi o di dolori lancinanti, ma anche di piccole cose fastidiose che tuttavia, giorno dopo giorno, vanno ad accumularsi e a cristallizzarsi al punto che, senza rendercene conto, rischiamo di considerarli come facenti parte della normalità della nostra vita.

In realtà la condizione naturale di ogni essere vivente, dalle piante ai mammiferi, è di esprimere le proprie qualità individuali e soddisfare i propri bisogni: quando ciò accade allora possiamo affermare «Io sto bene con me stesso».


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Per ciò che concerne l’uomo, chiaramente, il discorso è un po’ più articolato poiché, come ci insegnano i luminari della Psicologia, in ciascuno di noi sono presenti bisogni primari, ossia legati alla sopravvivenza (mangiare, bere, dormire etc.) e secondari, il cui soddisfacimento cioè non è indispensabile per salvaguardare la propria esistenza.

Tra essi inoltre è possibile effettuare un ulteriore distinzione tra bisogni inconsci e consci, potremmo essere ancora più specifici individuando quelle che vengono definite “motivazioni” dei nostri comportamenti, ma tutto ciò, a mio avviso, ci aiuterebbe ben poco a comprendere come possiamo stare bene con noi stessi.

Il benessere è una condizione umana che, di per sé, non necessita di essere compresa per poter essere vissuta: quando ridiamo, ridiamo e basta!
Tuttavia, quando sentiamo di averla temporaneamente o parzialmente smarrita, alcuni strumenti pratici possono aiutarci a ritrovare il sorriso.

Secondo la mia esperienza di Counselor, l’espressione corporea, il contatto con le nostre emozioni e la loro graduale comprensione, frutto di lavori specifici individuali o gruppali, possono concretamente aiutarci, a piccoli passi, a riconoscere di quale aspetto della nostra vita dobbiamo prenderci cura per aumentare il piacere nella nostra quotidianità.

Non si tratta di analizzare ciò che accade in famiglia, al lavoro o in una delle relazioni importanti, ma di contattare con l’esperienza alcuni fattori fondamentali che apporterebbero benessere in qualsiasi contesto della nostra vita, come ad esempio: la libertà di muoversi, il diritto ad esprimersi, il sentirsi comodi, il fare qualcosa non solo per dovere ma anche per piacere, il divertimento, il gioco ma anche il poter contare su se stessi, l’autostima, l’autonomia,  il saper chiedere aiuto, il fidarsi del prossimo, il prendersi il proprio spazio, il difenderlo e così via.

Se riusciamo a provare questi che ho definito “fattori fondamentali apportatori di benessere” in un contesto di Counseling, accuratamente condotto ed opportunamente modulato attraverso il corpo, la verbalizzazione di un’emozione, il dialogo o la creatività, è come se avessimo rispolverato degli strumenti che possediamo da sempre, in modo da poterli utilizzare nella nostra quotidianità, quando e dove ci servono.

Queste risorse sono realmente dentro di noi, sono strumenti concreti ed efficaci, in grado di agire direttamente sulla qualità di tutte le nostre relazioni, dagli amici ai colleghi, dal rapporto col partner a quello coi nostri genitori, con i figli e i più lontani parenti.

Poiché migliorando la relazione con noi stessi, conseguentemente, modifichiamo il modo di relazionarci con gli altri, verso approcci più coerenti con i nostri bisogni di cui siamo divenuti più consapevoli e meglio attrezzati a soddisfare.


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Questo post dal titolo “Stare bene con se stessi” è stato scritto da Alfredo Pochet, Counselor Olistico ad Orientamento Bioenergetico.

Iscritto nei registri nazionali FAIP (Federazione Italiana Associazioni di Psicoterapia) conduce percorsi individuali, di gruppo, classi di Bioenergetica e workshop tematici per favorire il benessere nelle relazioni, con se stessi e con gli altri.

Nei suoi lavori di Counseling integra metodologie moderne con tecniche maturate a seguito di un percorso di consapevolezza tradizionale.


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