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Radici: Benessere e Crescita Personale

Ogni volta che vogliamo superare un’insoddisfazione o un disagio latente nella nostra vita, legati per esempio ad un bisogno affettivo inappagato, ad una scarsa gratificazione professionale, ad una relazione che non va oppure all’impossibilità di esprimere un talento che rimane frustrato, possiamo utilizzare uno strumento energetico e concreto che ci portiamo dentro sin dalla nascita: le nostre radici.

Proviamo ad immaginare ogni bambino come un seme di vita piantato in un corpo che, crescendo, realizzerà il potenziale esistenziale presente in quel granello di energia naturale.
Per chiunque viva a contatto con i neonati (genitori, nonni, maestre, babysitter etc) non risulterà difficile rilevare l’analogia tra un’età in cui si è tanto vulnerabili e bisognosi di cure quanto infinitamente ricchi di possibilità e la condizione, ad esempio, di un acino, ugualmente fragile e portatore di vita futura.
Ma anche le persone poco avvezze alla relazione con i bambini, in un momento di riflessione introspettiva potranno senz’altro ricordare i bagliori di un tempo in cui, per la nostra coscienza, tutto era virtualmente possibile.

Nei primi anni di vita poi, è come se sviluppassimo le radici di quella che un giorno si esprimerà in superfice come la nostra personalità, per cui l’ancoraggio in un terreno relazionale stabile determinerà la fiducia in noi stessi e negli altri, il nutrimento affettivo ricevuto stabilirà lo spessore del nostro senso di umanità, lo spazio e il grado di accoglienza che viene riconosciuto alla nostra espressività definirà il modo in cui, da adulti, realizzeremo le nostre capacità.

Ora, queste radici, che rappresentano la fonte primaria della nostra forza attuale, ce le portiamo dentro, a prescindere dalla memoria che serbiamo dei trascorsi infantili.
In un certo senso è come se la coscienza di ognuno di noi si soffermasse prevalentemente sul frutto che pende dal ramo, ignorando l’energia e il sostentamento derivante da ciò che non è visibile, nascosto nel terreno.
Così può accadere di cercare le soluzioni ai problemi che emergono nel lavoro utilizzando solo le competenze che abbiamo maturato, ignorando quelle possibilità che un giorno sapevamo di avere ma che, per una moltitudine di ragioni, non abbiamo mai sviluppato.

Analogamente, spesso rimaniamo bloccati dall’incompatibilità che emerge con alcuni aspetti caratteriali delle persone per noi importanti, per cui non le capiamo e/o non ci sentiamo pienamente compresi. Quando ciò accade non consideriamo che il nostro carattere è solo una delle forme possibili attraverso cui abbiamo imparato a riconoscere ed esprimere i nostri bisogni, a giudicare e a reagire al comportamento altrui; trascuriamo cioè la facoltà innata in ciascuno di noi di poter incarnare forme alternative che potrebbero aiutarci a superare “il blocco”.

Di fronte ad alcune problematiche può rivelarsi sufficiente apporre delle correzioni al nostro stile di vita, oppure selezionare le persone con cui abbiamo a che fare; tuttavia talvolta non basta, talaltra non è neanche possibile, “tagliare i rami secchi” per stare meglio.


Per maggiori approfondimenti sul Workshop “Radici” o per conoscere meglio i benefici di un percorso di crescita e consapevolezza  può contattarmi ora .


Le situazioni più complicate, in un certo senso più ricorrenti, sono quelle in cui la stessa persona oppure il medesimo ambiente non li consideriamo del tutto “negativi”, per cui noi rimaniamo bloccati in un perenne conflitto interiore tra ciò che sopportiamo e ciò che invece ci dà piacere di quel contesto o di quell’individuo.

In questi ed altri simili casi il percorso di aiuto che propongo ai miei clienti è un cammino all’inverso, che va cioè “dal frutto alle radici dell’albero”, per ritornare alla fonte del proprio potenziale energetico ed espressivo e da lì poter esprimere soluzioni nuove per superare gli impedimenti.

Nel seminario “Radici – Percorso di crescita personale” che presenterò a Palermo il 21 febbraio insieme alla Counselor Trainer Lucia Gismondi e alla Dott.ssa Alessia Gily, proporremo ai partecipanti una serie di esperienze corporee, dialogiche, creative ed introspettive, tese proprio a prendere temporaneamente le distanze dalle forme che essi prediligono nella quotidianità e ad avvicinarsi, progressivamente, a ciò che, qui ed ora, conferisce ad ognuno ancoraggio, nutrimento e libertà d’azione.

Il nostro lavoro sarà di condurre la persona che guarda il frutto un po’ marcio a riscoprire il contatto con le proprie radici, dalla cui relazione consapevole potrà trarre energia, intuizioni, idee e soluzioni per sviluppare una nuova ramificazione del proprio “albero della vita”.
Per raggiungere quest’obiettivo faremo senz’altro riferimento a tecniche specifiche, di conduzione e facilitazione, maturate nel corso della nostra formazione ed affinate durante i percorsi di (de)crescita, individuali e gruppali, già condotti in passato.

Proporremo ad esempio un’esperienza di Bioenergetica che consentirà alle persone di allentare, sia a livello corporeo che sul piano emozionale, il peso della “maschera” caratteriale, tanto efficace quanto opprimente, che quotidianamente sono tenuti ad indossare.

Vi sarà spazio per il Role-playing, grazie al quale i partecipanti coinvolti potranno sperimentare un modo alternativo di porsi di fronte alle situazioni abitudinarie, provando per esempio a dire “no” a ciò che solitamente sono tenuti a tollerare, oppure a prendersi quello spazio cui troppe volte sono costretti a rinunciare.

Molto probabilmente presenteremo anche alcuni strumenti di consapevolezza e facilitazione inediti, ossia sviluppati da noi in passato integrando le nostre conoscenze per rispondere a bisogni specifici emersi dai partecipanti di altri percorsi.

In ogni caso, a prescindere dalle tecniche e dai modelli teorici di riferimento, come in ogni gruppo che proponiamo faremo in modo che le persone apprendano soprattutto dalle relazioni che si verranno a creare qual è il proprio percorso all’inverso da seguire per ricontattare l’ancoraggio, il nutrimento e la libertà d’azione trasmessi dalle radici.

Affinché ciò possa realizzarsi rinunceremo, se sarà necessario, alle forme di conduzione già collaudate per modellarne di nuove più adatte alle donne e agli uomini partecipanti che in quel momento staremo incontrando.
E tutto ciò sarà reso possibile dalla nostra facoltà di mantenere vivo il contatto con le nostre radici.


Per maggiori approfondimenti sul Workshop “Radici” o per conoscere meglio i benefici di un percorso di crescita e consapevolezza  può contattarmi ora .


Questo post dal titolo “Radici e Benessere” è stato scritto da Alfredo Pochet, Counselor Olistico ad Orientamento Bioenergetico.

Iscritto nei registri nazionali FAIP (Federazione Italiana Associazioni di Psicoterapia) conduce percorsi individuali, di gruppo, classi di Bioenergetica e workshop tematici per favorire il benessere nelle relazioni, con se stessi e con gli altri.

Nei suoi lavori di Counseling integra metodologie moderne con tecniche maturate a seguito di un percorso di consapevolezza tradizionale.


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