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Insights

Regalo Utile E Dilettevole Per Tutti

Un regalo utile e dilettevole per tutti

È meglio ricevere un regalo utile oppure dilettevole? Nel post natalizio di questa settimana, proviamo a far conciliare queste due posizioni letteralmente antitetiche. Vi porgo in dono la descrizione uno strumento frutto della mia esperienza di Counselor che, nel momento del bisogno, può mettere insieme entrambe le esperienze “del dilettare e del giovare”.
Buona lettura e auguri di Buon Natale 😉

Esiste un metodo, pratico ed arricchente al tempo stesso, per prepararsi ad attraversare efficacemente delle situazioni turbolenti: il fissare temporaneamente e in modo funzionale l’immagine che abbiamo di noi. Mi riferisco a quell’immagine che descrive chi siamo, il nostro passato, dove ci troviamo ora, ciò che realmente ci piace e tutte quelle cose che invece ci infastidiscono.

Possiamo sviluppare questo esercizio in vari modi, in alcune circostanze potremmo ricorrere anche al disegno, tuttavia sarebbe meglio affidarci alla scrittura dato che il tipo di attivazione analitico-razionale connaturata con essa, meglio si addice all’azione di “fissaggio” che ricerchiamo in questa esperienza e che ci può essere di sostegno nelle situazioni potenzialmente turbolenti.

Molti di noi ignorano il potere della centratura e della connessione consapevole con il proprio mondo interiore; nei fatti si tratta di un vero e proprio ancoraggio che può darci equilibrio e lucidità in momenti di tempesta.
Possiamo attivarlo in modo semplice ma intenso, ad esempio trascrivendo su una pagina bianca una serie di frasi elementari, oppure immaginando di dedicare una lettera ad ogni parte di noi come fosse “una cara amica”, infine utilizzando una tecnica specifica, facile e per certi versi divertente, che vi indicherò nel presente articolo.

Prima di descrivere lo strumento focalizziamoci sul contesto, sul problema e sulla soluzione da applicare.

Immaginiamo ad esempio che sappiamo di doverci esporre, in un determinato contesto relazionale, a persone o situazioni che potrebbero suscitare in noi reazioni emotive destabilizzanti, come ad esempio ira, collera, astio, ma anche dolori connessi a recenti o antiche ferite.

Consideriamo che il nostro attuale obiettivo non sia il sostenere questi conflitti per averla vinta sugli avversari di turno e risolvere il nostro malessere interno, ma semplicemente oltrepassarli, perché magari dall’altra parte ci aspetta un bene che al momento per noi è prioritario.

Circostanze del genere possono insorgere al lavoro, quando siamo chiamati a sostenere un colloquio per ottenere una promozione ed abbiamo un pessimo rapporto con il referente che dovrà valutarci; oppure in famiglia, ogni volta che siamo costretti a condividere un momento di festa con un parente con cui abbiamo un conflitto in sospeso e che non smette mai di provocarci.

Ebbene, in questi ed altri simili casi, nel momento in cui rafforziamo il contatto con la nostra identità certa, possiamo onestamente sentire sia gli elementi di forza su cui possiamo appoggiarci, sia quelle zone vulnerabili che al momento sarebbe opportuno proteggere ed evitare di esporre a inutili rischi, in attesa di un momento migliore per sanarle.

L’immagine che meglio può rappresentare questo strumento vede Ulisse che si fa legare intorno all’albero maestro della nave di cui è il capitano, per evitare di lasciarsi sedurre dal canto delle sirene, consapevole – l’eroe il cui ingegno e coraggio riuscirono a conquistare a Troia – della sua vulnerabilità al cospetto dei suoi fantasmi interni.

Analogamente, ogni qual volta siamo costretti a dover attraversare un contesto che potrebbe sollecitare in noi forti scossoni emotivi, che al momento non ci interessa risolvere poiché dall’altra parte, qui ed ora, ci aspetta un bene che sentiamo come prioritario – così come il ritorno ad Itaca lo fu per Ulisse – possiamo fissare la nostra identità – il nostro albero maestro interno – e affidarci al suo sostegno.

Attenzione: non sto affermando che una via d’uscita ai nostri problemi è il resistere alla tentazione di affrontarli, al contrario di osservare – se possibile – con lucidità e ragionevolezza la situazione che dobbiamo sostenere, fare in modo di ottenere ciò che per noi adesso è importante, rinviando ad un momento migliore l’elaborazione dei sospesi.


Per maggiori approfondimenti su come il Counseling può favorire le sue priorità e al contempo facilitare la crescita personale può contattarmi ora per un incontro di orientamento gratuito.


Riuscire a fare tutto questo da soli è molto complicato, per certi versi impossibile, come se volessimo vestirci adeguatamente per una serata di gala senza il supporto uno specchio; come se scegliessimo di prepararci per una gara di atletica senza un personal trainer che, oltre a motivarci, ci faccia osservare sia i progressi fatti sia i punti deboli da compensare.

È per questa ragione che molti interventi di Counseling si sviluppano proprio attraverso la restituzione, lucida ed empatica, dei punti di forza su cui la persona può fare affidamento e quelli deboli che occorre invece tutelare.
Si tratta cioè di un percorso che può condurci a maturare una nostra capacità individuale di rimanere stabili ogni volta che lo riteniamo necessario; allo stesso tempo è un’esperienza che può apportare nuova e benefica linfa alla crescita esistenziale della nostra personalità, secondo i nostri ritmi evolutivi.

Tuttavia la tecnica del “fissaggio” ha un potere intrinseco e, sebbene i suoi risultati sarebbero significativi qualora venissero contestualizzati nell’ambito di un percorso individuale, vale la pena di provare i suoi effetti anche al di fuori di esso, ragion per cui ho deciso di condividerla con voi, cari lettori, a mo’ di dono natalizio.  😉

Prima però ricordiamoci, anzi scolpiamoci bene nella nostra memoria che, nella mitologia greca, colui che domò le terribili sirene fu poi Orfeo, il quale riuscì ad incantarle e non a resistere alla loro seduzione, suonando la sua lira.
Nella fattispecie Orfeo – non Ulisse – è il personaggio mitologico che meglio può rappresentare l’esito del nostro modello di riferimento, il senso di un percorso di crescita che viene a svilupparsi durante gli incontri di Counseling.

Il nostro fine è porre la persona in condizioni tali da esprimere naturalmente le proprie capacità, e con esse attraversare autonomamente le gioie e le difficoltà della vita.

STRUMENTO: IL FISSAGGIO DELLA NOSTRA IDENTITÀ.

  1. Munirsi di un foglio bianco (né righe, né quadretti) e di penna nera.
  2. Scrivere, come fosse una sorta di introduzione agli eventi attuali, una breve sintesi della nostra storia passata utilizzando, se possibile, un tono molto ironico.
  3. Descrivere brevemente la situazione “X” che andremo ad affrontare applicando, se ci riusciamo, un tono eccessivamente drammatico.
  4. Descrivere brevemente ciascuno dei personaggi che ipoteticamente saranno coinvolti nella situazione “X”- noi compresi – con frasi del tipo: “a me/lui/lei piace”, “a me/lui/lei non piace”. Esattamente come accade nei primi minuti del film Il favoloso mondo di Amelie, di cui vi allego una trascrizione della narrazione iniziale, nell’augurio che possa esservi d’ispirazione, d’aiuto e che soprattutto possa suscitare in voi tanto buon umore in questi giorni di festa! 😉

A questo punto la prassi vuole che dovremmo discuterne, per conferire ancora più sostanza, potere ed equilibrio a tutto ciò che è stato scritto.
Tuttavia, anche se non lo facciamo, questo piccolo foglio, ripiegato in quattro parti e portato sempre con noi, ogni volta che lo leggiamo o – in alcuni casi – che lo sfioriamo con le dita, può avere sulla nostra coscienza la stessa efficacia di una foto o di una cartolina che ci ricorda chi siamo, da dove veniamo, cosa ci piace o quello che vorremmo in tutti i modi evitare.

In termini di equilibrio e lucidità, si tratta di un potere reale, concreto e stabilizzante.

Scarica/Visualizza la sceneggiatura.


Per maggiori approfondimenti su come il Counseling può favorire le sue priorità e al contempo facilitare la crescita personale può contattarmi ora per un incontro di orientamento gratuito.


Questo post dal titolo “Un regalo utile e dilettevole per tutti” è stato scritto da Alfredo Pochet, Counselor Olistico ad Orientamento Bioenergetico.

Iscritto nei registri nazionali FAIP (Federazione Italiana Associazioni di Psicoterapia) conduce percorsi individuali, di gruppo, classi di Bioenergetica e workshop tematici per favorire il benessere nelle relazioni, con se stessi e con gli altri.

Nei suoi lavori di Counseling integra metodologie moderne con tecniche maturate a seguito di un percorso di consapevolezza tradizionale.


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