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Consgili Natalizi 2015

Consigli Natalizi

Consigli di NatalePuò accadere che i raduni familiari natalizi portino con sé non solo il piacere di condividere dei momenti di festa con amici e parenti, ma anche il rischio di inciampare in quel genere di incomprensioni che accendono litigi, discussioni o malumore. Proprio con le persone che amiamo da sempre!
In questo post il Counseling ci viene in aiuto dandoci tre pratici ed efficaci consigli per evitare che ciò accada, per vivere cioè un Natale realmente sereno.

Aldilà della fede religiosa e delle tradizioni, per molti di noi i giorni che vanno dalla Vigilia di Natale all’Epifania rappresentano una delle rare occasioni per staccare dalla routine quotidiana, per condividere dei momenti di vacanza con le persone alle quali siamo affettivamente legati.
Sono i giorni in cui ritorna alle proprie “radici”, siano esse fisicamente distanti dalla città dove solitamente viviamo, o che rappresentino invece un ritorno metaforico, descritto cioè dal trascorrere dei giorni con la famiglia d’origine, dal rincontrare gli amici più cari di sempre, dal concedersi uno spazio ed un tempo privi di impegni in compagnia del partner e dei propri figli.

Tuttavia al giorno d’oggi, sulla strada che conduce allo stare bene insieme ai nostri cari possiamo incontrare una varietà di complicazioni in grado di renderci problematici questi momenti, caricandoli di ansie, aspettative, insofferenze e soprattutto stress.
Si tratta di complicazioni oggettive e soggettive che tuttavia, seguendo l’approccio umanistico e pragmatico del Counseling, ciascuno di noi è in grado di rendere innocue, con un po’ di attenzione e attuando dei piccoli accorgimenti nel modo di sentire ed agire.

E’ importante comprendere che non si tratta solo di comportamenti da porre in essere come se fossimo delle macchine cui vengano impartite delle nuove istruzioni, ma di un modo di relazionarsi col problema che si ha di fronte che diviene efficace solo se sussiste una congruenza tra ciò che viviamo dentro e ciò che agiamo all’esterno.
Per mantenere questo equilibrio interno potrebbe ritenersi opportuno un percorso di consapevolezza e attuazione, tipicamente oggetto di un ciclo di incontri di Counseling.

Adesso però proviamo ad immaginare che disponiamo dell’equilibrio suddetto e procediamo col focalizzarci su i problemi che potrebbero generarsi in questo clima di feste e alle soluzioni che potremmo applicare.

In primis occorre tenere presente che le relazioni con le persone alle quali vogliamo bene, rischiano di diventare il recipiente sbagliato di tensioni legittime, proprio perché con esse ci sentiamo sicuri di un bene che non metteremmo mai in discussione.

Proviamo a considerare tutto ciò che spesso dobbiamo attraversare prima di sederci a tavola nel famoso cenone della Vigilia: ore di viaggio, lunghe code in autostrada, la città in balia del traffico, caos nei marciapiedi, frenesia nei negozi per acquistare i regali, straordinari in ufficio per chiudere tutte le pratiche in sospeso per potersi godere il meritato riposo… e chi più ne ha più ne metta.

È naturale più che inevitabile che, se non disponiamo di una valvola di sfogo, riducendosi l’autocontrollo cui solitamente ricorriamo in altri contesti pubblici, il nostro malessere verrà fuori alla prima sollecitazione disponibile. Questo è uno dei motivi per cui talvolta discussioni apparentemente futili o impersonali, si sviluppano in dibattiti degni di Montecitorio!
Dal calcio alla politica, dalla musica al cinema, dai ritardi a tavola alle dimenticanze involontarie: se non stiamo sereni in primis con noi stessi, qualsiasi tema può trasformarsi in una bomba ad orologeria per l’armonia familiare.

Per evitare il verificarsi di una situazione del genere, occorre essere onesti con noi stessi più di quanto non lo siamo in altre circostanze poiché, a causa delle complicazioni oggettive precedentemente descritte, potremmo essere obiettivamente più sensibili e vulnerabili del solito.
Pertanto, se sentiamo il peso della stanchezza e dello stress che precedono le festività natalizie, possiamo trovare uno spazio di decompressione prima di incontrare i nostri cari dove sfogare le nostre tensioni, in modo da presentarci leggeri e quanto più sollevati all’appuntamento con le nostre vacanze in famiglia.

Ciascuno di noi ha il proprio spazio di decompressione, l’importante è che si tratti di un’esperienza dove noi attivamente possiamo liberarci dello stress che abbiamo accumulato.
Può andar bene una lunga chiacchierata con un amico capace di ascoltarci e accogliere i nostri sfoghi, oppure un’attività fisica mirata allo scarico delle tensioni, meglio ancora un’esperienza che abbini entrambi i bisogni e che ci faccia anche tanto ridere!

Un discorso differente va fatto per le complicazioni soggettive.


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Sappiamo tutti che in occasione di ricorrenze come le festività Natalizie, rincontrando persone con le quali siamo affettivamente legate, direttamente (genitori, fratelli, figli e parenti consanguinei) o indirettamente (suoceri, cognati, generi e familiari acquisiti), possono tornare a galla antiche incomprensioni che non sono state mai definitivamente superate. Talvolta perché, sebbene vogliamo bene a quella persona su determinate questioni non andiamo proprio d’accoro, talaltra semplicemente perché quel parente ci sta semplicemente antipatico.

Ebbene qui il discorso si complica, ma nonostante il Counseling ci indica più di uno strumento per gestire serenamente il nostro disappunto.

Come prima cosa, laddove sentiamo l’esigenza impellente di dover chiarire o semplicemente dar sfogo ad un dissidio con qualcuno, è fondamentale scegliere con cura e il territorio spazio-temporale adeguato dove dar luogo al confronto: mai a tavola, mai in presenza di un gruppo di persone la cui emotività fungerebbe da cassa di risonanza per le nostre emozioni, meglio se in presenza di una sola persona che si ritenga neutrale e che accetti di svolgere il ruolo di mediatore.

Quando ciò dovesse accadere, sarebbe opportuno non perdere mai di vista la totalità della persona con cui ci ritroviamo a confliggere, evitare cioè che un solo aspetto della relazione che intercorre tra noi e lei qualifichi negativamente e in assoluto l’intero rapporto che ad essa ci lega.
Questo elemento non dovrebbe essere preso come un limite al nostro diritto di esprimere ciò che sentiamo, ma andrebbe vissuto come il giusto contrappeso che ci aiuta a rimanere con i piedi ben radicati nella terra.

Ad ogni modo, sia per quanto riguarda le complicazioni oggettive che per quelle soggettive, osserviamo che, se sottovalutiamo i rischi connessi ai raduni natalizi, questo periodo dell’anno potrebbe presentarsi come una sorta di pentolone ribollente sul fuoco, al cui interno rischiamo di perdere il piacere che ci auguriamo di vivere in questi giorni, poiché ciò che noi siamo veramente rischia di disciogliersi in un mix malsano di emozioni negative.

Pertanto, riepilogando tutto quanto detto finora, ecco il consiglio definitivo, suggerito dall’approccio umanistico e relazionale del Counseling.

  1. Potrebbe essere fisiologicamente ed emotivamente sano disporre di una valvola di sfogo, ossia un’esperienza di scarico o un amico che sappia ascoltarci per sfogare eventuali tensioni pregresse, ma anche quelle eventualmente emerse durante le festività natalizie.
    Ci aiuterebbe a presentarci leggeri al cospetto dei nostri cari, favorendo dal primo istante il benessere nella nostra relazione con loro.
  2. Nel caso in cui vogliamo affrontare una discussione che emotivamente ci coinvolge in modo particolare, sarebbe opportuno scegliere un luogo ed un tempo adatto per farlo, ricorrendo magari alla mediazione di una persona che si ritenga neutrale tra i due punti di vista.
    Così facendo salvaguardiamo gli spazi di piacere e convivialità, garantendoci – aldilà di tutto –  il nostro diritto a trascorrere dei momenti di gioia.
  3. Non perdiamo mai il contatto con la totalità di ciò che siamo, ossia con le cose che ci piace fare e quelle che invece di danno noia, con le luci dell’alberello che illuminano i nostri cari ma anche con le ombre che naturalmente potrebbero allungarsi su alcune relazioni.
    Questa visione lucida e globale favorita da una presenza anche un po’ ironica a se stessi, secondo alcune tradizioni spirituali e visioni filosofiche, è il modo migliore per coniugare fattivamente la Voce del verbo Amare

Nel prossimo post che pubblicherò proprio il giorno di Natale vi aspetta, a mo’ di regalo sotto l’albero, una sorpresa che vi aiuterà a realizzare quest’ultimo punto…

AUGURIIIIIIII!


Per maggiori approfondimenti su come il Counseling può favorire il nostro benessere nelle relazioni familiari può contattarmi ora per un incontro di orientamento gratuito.


Questo post dal titolo “Consigli Natalizi” è stato scritto da Alfredo Pochet, Counselor Olistico ad Orientamento Bioenergetico.

Iscritto nei registri nazionali FAIP (Federazione Italiana Associazioni di Psicoterapia) conduce percorsi individuali, di gruppo, classi di Bioenergetica e workshop tematici per favorire il benessere nelle relazioni, con se stessi e con gli altri.

Nei suoi lavori di Counseling integra metodologie moderne con tecniche maturate a seguito di un percorso di consapevolezza tradizionale.


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