+39 324 0473798

Insights

Ricetta Benessere

La ricetta per il benessere

Quando viviamo un disagio spesso ignoriamo che ciascuno di noi porta con sé non solo il problema, ma anche la soluzione, che talvolta però – ahinoi – le emozioni negative o le situazioni contingenti ci impediscono di vedere.
È per questo motivo che talvolta non sappiamo cosa fare, a chi rivolgerci, qual è la strada giusta da seguire per ritrovare il nostro benessere o per realizzare una nuova condizione di felicità e armonia.
In questo post proviamo a vedere un modo concreto per orientarci.

Nei momenti difficili spesso sogniamo una sorta di “pillola magica” che possa liberarci istantaneamente dal dispiacere, dal dolore fisico o dalla sofferenza che possono derivare ad esempio da un problema di coppia, da questioni familiari, da un malessere sociale, da una crisi spirituale.
Per riuscire a fronteggiare situazioni di questo tipo, in molti casi può essere sufficiente sforzarsi di mantenere un certo tipo di comportamento, come evitare di incontrare determinate persone, confidarsi e chiedere consiglio ad un amico, oppure concedersi una bella vacanza.

Talvolta però tutto questo, sebbene ci dia un momentaneo sollievo, non basta.

Anche quando ci ritroviamo ad affrontare un problema di salute fisica, spesso la rimozione del sintomo si rivela insufficiente a farci stare realmente bene.
L’approccio materialista che tende a ridurre qualsiasi disturbo ad una diagnosi patologica e alla cura conseguente, induce a considerarci semplicemente come delle macchine in avaria, per cui si renderebbe necessario periodicamente un collaudo generale e, in caso di incidenti specifici, una manutenzione straordinaria.
Ma anche se siamo sani fisicamente ed ogni componente si trova al suo posto, tutto ciò non ci garantisce di sentirci realmente bene, ossia soddisfatti della vita che conduciamo, in armonia con noi stessi e con l’ambiente che ci circonda.

In altre parole il vero benessere non va confuso con l’assenza di malessere.

Quando ci troviamo ad affrontare un problema, la strada che conduce alla soluzione passa anzitutto dalla relazione che abbiamo con le difficoltà che ci destano preoccupazione.
Talune condizioni di disagio si rivelano così ben strutturate da riproporsi, identiche, anche quando credevamo di averle superate.
Quante volte accade di imbatterci nelle stesse problematiche relazionali con donne e uomini diversi da coloro che ci eravamo sforzati di evitare, avendo attribuito a questi la responsabilità dei nostri turbamenti?
E quante volte al ritorno da una vacanza ritroviamo lo stesso malessere, esattamente lì dove l’avevamo lasciato prima di partire?

Situazioni del genere possono emergere ad esempio nell’ambito di una crisi di coppia, in alcuni momenti particolarmente delicati nella relazione genitori-figli, quando avvertiamo una frustrazione non più tollerabile al lavoro oppure a fronte di una perdita assoluta di stimoli e interessi nei confronti dell’ambiente che frequentiamo.
In questi ed altri casi simili: che cosa possiamo concretamente fare?

Dal punto di vista del Counseling lo smarrimento, in qualsiasi contesto del nostro vivere quotidiano, può trasformarsi in un’occasione per ritrovarsi.


Iscriviti alla Newsletter per ricevere gli aggiornamenti gratuiti su come vivere al meglio le relazioni e gestire efficacemente i momenti di disagio.


“Ritrovarsi” vuol dire muoversi per rincontrare la giusta armonia espressiva tra tutti gli ingredienti della nostra vita, partendo proprio da quello che viene messo in discussione dalla problematica che ci affligge.
Può sembrare un concetto astratto ma in realtà è un qualcosa di estremamente concreto, e chiunque l’abbia sperimentato può testimoniarlo.

Facciamo degli esempi reali.

Un genitore potrebbe sentirsi disorientato dalla crescita caratteriale, talvolta repentina e inaspettata, di suo figlio: ciò che viene messo in discussione nella vita di quel genitore è l’esperienza del “cambiamento, e forse attraversando egli per primo un cambiamento adulto consapevole può riavvicinarsi a suo figlio, comprendere meglio ciò che sta vivendo ed essergli da giusta guida in una fase importantissima del suo percorso di vita.
Primo ingrediente: entrare in contatto con il cambiamento nel corpo.
Secondo ingrediente: accogliere il cambiamento nelle proprie emozioni.
Terzo ingrediente: comprendere il cambiamento nel modo di pensare.

Prendiamo ora in considerazione le relazioni di coppia.
Supponiamo che una persona stia vivendo un momento di crisi col proprio partner che si esprima per mezzo di litigi burrascosi, ove non ci si senta ascoltati e regni proprio l’incapacità di far capire all’altro il proprio punto di vista che, al contrario, viene sempre equivocato. Alla base di una problematica del genere vi è l’esperienza “dell’ascoltare“, nello specifico la difficoltà a dare ascolto a parti di sé che stanno comunicando qualcosa di importante.

Il primo ingrediente in questo caso è l’entrare in contatto con l’ascolto delle richieste del corpo, laddove ad esempio potrebbero esservi tensioni muscolari che chiedono di essere sciolte.
A seguire occorre prestare attenzione al mondo emozionale, avendo cura di accogliere ogni sfumatura del proprio stato d’animo, quindi provare ad ascoltare i pensieri che traducono a livello mentale le due esperienze precedentemente descritte.

Come ultimo esempio possiamo citare la classica situazione di frustrazione derivante da un lavoro alienante. Supponiamo che ci si renda conto che la relazione con la problematica esprima come malessere principale “l’assenza di creatività” nella propria attività professionale.
Anche in questo caso l’esperire la creatività in primis a livello corporeo, quindi su di un piano emozionale e poi mentale, può condurci verso la creatività al di fuori di noi, nell’ambiente che frequentiamo e nelle attività che svolgiamo.

Tutto qui? Non esattamente…
In realtà esiste un quarto ingrediente che deve essere assolutamente contattato, senza il quale gli altri tre ingredienti non potrebbero essere combinati e tutto il lavoro svolto risulterebbe inefficace.
Si tratta dell’ingrediente segreto di quella persona, ciò che può rendere unico ed irripetibile il suo cambiamento, il suo modo di ascoltare, la sua creatività.
È proprio quella determinata cosa che può dare forza e qualità al movimento risolutivo.

Per qualcuno può trattarsi di uno stato d’animo, come potrebbe esserlo l’ironia o il sarcasmo.
Molti uomini ritrovano l’ingrediente segreto tra le parole masticate nel dialetto della propria terra d’origine.
Ho conosciuto donne in grado di distillarlo semplicemente da uno sguardo, inconfondibile.

La parte che mi è emoziona di più del mio lavoro è senz’altro il momento in cui chi ho di fronte si scrolla finalmente di dosso tutto il peso che l’opprimeva.
Ma quella che mi stimola maggiormente, che non smette mai di affascinarmi, è proprio l’accompagnare le persone nella ricerca di questa sorta di attitudine personale presente in ognuno di noi, la nostra vera essenza su cui possiamo fare affidamento per oltrepassare qualsiasi ostacolo.


Per maggiori approfondimenti su come il Counseling può favorire il nostro benessere può contattarmi ora per un incontro di orientamento gratuito.


Questo post sulla “Ricetta per il benessere” è stato scritto da Alfredo Pochet, Counselor Olistico ad Orientamento Bioenergetico.

Iscritto nei registri nazionali FAIP (Federazione Italiana Associazioni di Psicoterapia) conduce percorsi individuali, di gruppo, classi di Bioenergetica e workshop tematici per favorire il benessere nelle relazioni, con se stessi e con gli altri.

Nei suoi lavori di Counseling integra metodologie moderne con tecniche maturate a seguito di un percorso di consapevolezza tradizionale.


Vuoi ricevere aggiornamenti su articoli ed eventi dedicati ai Percorsi di Crescita?
Iscriviti alla Newsletter!
Conoscerai in anteprima i prossimi appuntamenti.

Nome e cognome (richiesto)

La sua email (richiesto)

Acconsento al trattamento dei dati personali ai sensi dell’art. 13 del d.lgs. 196/2003.

Leggi Informativa sul trattamento dei dati personali.

TUTTE LE RISORSE

Alfredo Pochet - Percorsi di Crescita e Consapevolezza di Sé.